IN PRIMO PIANO: IL NUOVO DISEGNO DI LEGGE (ANALOGICO) PER I CONTENUTI DIGITALI

(fonte: Michele Ficara Manganelli Blog)
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In questo breve ma eloquente video realizzato da Televisionet si può cogliere l’essenza di quella che è stata l’essenza di una giornata importantissima per la Seconda Repubblica (Digitale) Italiana:

Il convegno alla Camera dei Deputati organizzato insieme agli amici dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione è stato sicuramente un successo nazionale (come confermato dal telegramma inviato dalla Presidenza della Repubblica Italiana e che ha avuto il patrocinio di Camera e Senato) nell’affermare la consapevolezza e la voglia di digitale in Italia sopratutto in relazione alla libera ma legale fruizione dei contenuti digitali e del diritto d’autore digitale.

Purtroppo però non tutto sembra andare per il verso giusto e quindi rilancio con piacere il post di Guido Scorza, Presidente dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione dove ci informa del nuovo Il testo del disegno di legge (appena pubblicato da Altroconsumo) che invece ci riporta indietro di decenni nella normativa per il nuovo diritto d’autore digitale.

Cito testualmente (e con piacere) dal Blog di Guido Scorza quanto segue:

“Il testo del disegno di legge appena pubblicato da Altroconsumo contrappone, infatti, al clima di fermento e rivoluzione culturale che si registra in ogni bit della Rete una delle più brutte prove di incapacità di cogliere il senso del cambiamento da parte della nomenklatura tradiziale del vecchio mondo della proprietà intellettuale.

E’ un disegno di legge scritto male, privo di qualsivoglia coerenza con il quadro normativo comunitario, denso di contraddizioni (si richiama il necessario rispetto della disciplina sul commercio elettronico salvo poi dimenticarsene imponendo anacronistici obblighi di controllo in capo ai prestatori dei servizi della società dell’informazione) e, soprattutto, liberticida rispetto ad ogni forma di creatività culturale.

Ora non c’è più alcun dubbio: la volontà di chi ha sin qui governato – forte di un anacronistico monopolio legale – il mercato dell’intermediazione dei diritti d’autore è quella di riprodurre il medesimo schema anche nelle dinamiche di circolazione digitale del patrimonio culturale quasi che nell’ultimo mezzo secolo (dal 1941 ad oggi) non sia cambiato nulla…”
Personalmente ritengo che sia giusto quindi iniziare ad interrogarsi concretamente sullo sviluppo futuro dell’ecosistema digitale italiano in vista, sopratutto in attesa di leggere sul Blog di Guido Scorza quali potranno essere le conseguenze reali di questo nuovo disegno di legge (al momento) ancora troppo discutibile …
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