Smartwatch e malattia di Parkinson: un approccio innovativo alla diagnosi precoce

Gli smartwatch potrebbero svolgere un ruolo rivoluzionario nella rilevazione precoce della malattia di Parkinson, permettendo di identificarla fino a sette anni prima che compaiano i sintomi caratteristici e una diagnosi clinica possa essere effettuata. Secondo una recente ricerca condotta dall’Istituto di Ricerca sulla Demenza finanziato dal Consiglio di Ricerca Medica (MRC) presso l’Università di Cardiff e guidata dalla Dott.ssa Kathryn Peall, i dati raccolti dagli smartwatch durante un periodo di sette giorni sono stati analizzati utilizzando l’intelligenza artificiale (AI) per prevedere con precisione quali partecipanti svilupperanno successivamente la malattia di Parkinson.

La malattia di Parkinson colpisce le cellule nervose del cervello, in particolare i neuroni dopaminergici nella substantia nigra. I sintomi motori, come tremori, rigidità e lentezza dei movimenti, si manifestano in modo graduale, ma quando vengono rilevati, molte cellule nella substantia nigra sono già danneggiate in modo irreversibile. Questo evidenzia la necessità di metodi di rilevazione più economici e accessibili per intervenire in una fase più precoce, prima che il cervello subisca danni estesi.

Lo studio ha utilizzato i dati di 103.712 partecipanti di UK Biobank che hanno indossato uno smartwatch di grado medico per una settimana. I dispositivi hanno misurato l’accelerazione media, che riflette la velocità del movimento, durante questo periodo. Confrontando i dati di un gruppo di partecipanti già diagnosticati con la malattia di Parkinson e un altro gruppo che ha ricevuto una diagnosi fino a sette anni dopo la raccolta dei dati, i ricercatori hanno dimostrato che l’IA può distinguere con precisione chi svilupperà la malattia di Parkinson tra la popolazione generale.

L’utilizzo di smartwatch come strumento di screening potrebbe rappresentare una svolta significativa nella lotta contro il Parkinson. I dati degli smartwatch sono facilmente accessibili e a basso costo, poiché un numero sempre maggiore di persone indossa tali dispositivi. Ciò potrebbe consentire di identificare individui nelle fasi iniziali della malattia, aprendo nuove opportunità per la ricerca e migliorando il reclutamento nei trial clinici. Inoltre, una diagnosi precoce consentirebbe ai pazienti di accedere a trattamenti appropriati in una fase iniziale, quando diventano disponibili.

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È importante sottolineare che lo studio presenta alcune limitazioni, come la mancanza di una replica utilizzando un’altra fonte di dati comparabili. Tuttavia, i ricercatori hanno svolto un’attenta valutazione per ridurre al minimo eventuali pregiudizi.

Gli smartwatch potrebbero quindi offrire un nuovo approccio promettente per la rilevazione precoce del Parkinson, aprendo la strada a una migliore gestione della malattia e all’identificazione di nuovi trattamenti. L’uso combinato dell’IA e dei dispositivi indossabili potrebbe rivoluzionare la diagnosi e la cura del Parkinson, offrendo speranza a milioni di persone colpite da questa malattia neurodegenerativa.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Medicine.

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